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gli 80
L'avvento del telecontrolloGli Anni Ottanta sono cruciali non soltanto sotto l'aspetto della gestione idrica (industriale e civile). A partire dal 1988 tutte le stazioni che sorvegliano la rete del gas e dell'acqua, satelliti che fanno riferimento ad un perno centrale, vengono connessi a un sistema di telecomando e telecontrollo: un criterio che, almeno sul piano concettuale, anticipa i processi di certificazione qualitativa e l'introduzione della telematica quale sentinella, mirata e puntuale, del patrimonio tecnologico. Era il 1973 allorchè era stato avviato il progetto. Un anno di idee e di nuove conquiste. Nello stesso periodo, infatti, bruciando le tappe di un'ascesa calibrata ma esponenziale quale stella polare della città dei servizi, Acsm aveva preso in carico il forno d'incenerimento (insediato nel 1967). Per tappe successive, l'impianto è stato affinato dal punto di vista funzionale e tecnologico, segnalando l'azienda sul terreno del risparmio energetico e della questione ecologica. Quando, nel 1973, l'Acsm prende in consegna il forno d'incenerimento dei rifiuti (entrato in funzione nel 1967), sono passati 10 anni dall'avvento dell'azienda. L'impegno – degli uomini, e dunque fatica manualità e competenza: non solamente programmazione e strategie – era stato essenzialmente riversato nell'ammodernamento delle reti di distribuzione del gas e dell'acqua, in senso qualitativo e quantitativo. Un salto enorme dal punto di vista della prestazione, nella sua connotazione di efficienza e capillare certezza. Ma probabilmente non sarebbe bastato a fare dell'ex azienda di via Benzi (trasferita in via Stazzi nel 1980) l'Acsm che è diventata una coordinata certa del macrocosmo delle multiutilities italiane e internazionali. Alla tecnologia, si combina lo slancio della ricerca sulle fonti alternative. L'attività del forno della Guzza (circoscritta in 13 mila metri quadrati) viene combinata al teleriscaldamento (1986, sindaco Sergio Simone, presidente Gianni Bulgheroni). I fumi che risultano dalla combustione (oggi 250 tonnellate al giorno), dopo che ne è stata abbattuta la temperatura, alimentano la produzione di energia termica. L'avvento del teleriscaldamento, affidato alla Comocalor spa, controllata da Acsm (è la prima volta in Italia che ad una società concessionaria viene affidato il compito di provvedere alla realizzazione e alla gestione di un servizio di fornitura dell'energia termica per riscaldamento ambientale e idrico, usando il vapore come vettore), è un altro dato storico cruciale per Como. L'erogazione di vapore, destinato al riscaldamento ambientale e alla produzione di energia elettrica, non è in conflitto con la distribuzione del metano, ma costituisce un'alternativa ecologica e geograficamente localizzata nelle aree altrimenti difficilmente servibili con la metanizzazione (essenzialmente la porzione meridionale del territorio municipale del capoluogo).
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