termovalorizzatore
 

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l'impianto
Como, fin dal 1968, è dotata di un forno d'incenerimento per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. L'impianto è dotato di due linee per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani e dei rifiuti ospedalieri trattati, mediante incenerimento a terra.
 
La prima linea è entrata in funzione nel 1969 e successivamente è stata trasformata ed adeguata più volte, per rispondere sempre meglio alle disposizioni autorizzative e legislative, rivolte a contenere e controllare le emissioni liquide e gassose, entro limiti sempre più ristretti, per la difesa dell'ambiente.
 
Per sostenere le accresciute esigenze della città e della provincia nel 1997 è stata attivata la seconda linea di combustione che ha portato la capacità di smaltimento dell'impianto a 75 mila tonnellate l'anno.
 
Dal 1999 l'energia termica derivante dalla combustione dei rifiuti viene utilizzata per surriscaldare l'acqua in una caldaia a circolazione naturale dove viene prodotto il vapore surriscaldato che aziona la turbina e un sistema di teleriscaldamento. La turbina aziona un alternatore che produce energia elettrica.
 
Nel 2004 sono iniziati i lavori di installazione di un nuovo sistema di trattamento dei fumi, che va ad integrare e completare l'esistente. Il nuovo impianto è costituito da un reattore, un filtro a maniche e una sezione di denitrificazione catalitica, che vanno a collocarsi fra l'elettrofiltro e la torre di lavaggio esistenti. Questi interventi riguardano entrambe le linee di processo.
 
Dal 2005, l'impianto è dotato di un nuovo sistema di monitoraggio delle emissioni (Sme) di ultima generazione con tecnologia Ftir, costituito dal sistema di analisi principale, relativo al camino, per ottemperare al controllo in continuo delle emissioni in atmosfera. Inoltre è presente un sistema di analisi alternativo identico, normalmente in funzione per il controllo a valle del processo di depurazione fumi della linea 1, da utilizzare con funzione di back-up in caso di fuori servizio del sistema a camino.
 
Il sistema di monitoraggio dell'impianto di ACSM è gestito secondo i criteri delle norme Iso 9000/14000.
 
I rifiuti arrivano all'impianto con gli automezzi incaricati della raccolta quindi, dopo esser stati pesati e registrati, vengono scaricati nelle fosse di accumulo poste all'ingresso dell'impianto. Per tramite di carroponte muniti di benna a polipo, il rifiuto viene movimentato, omogeneizzato e successivamente caricato nelle tramogge di alimentazione dei forni. Le griglie della suola di combustione, con il loro lento movimento alternativo, fanno avanzare il letto del rifiuto in combustione per il completamento del processo.

L'aria soffiata sotto la griglia con grossi ventilatori produce una vivace combustione del rifiuto con fiamma di notevole altezza. La temperatura in camera di combustione si auto mantiene a circa 1000-1100° C.

Dalla combustione dei rifiuti residuano le scorie (materiali non combustibili) che sono raccolte alla fine della griglia in una fossa per essere poi inviate alla discarica , il cui volume rappresenta meno del 5% del volume dei rifiuti conferiti.
 
I fumi prodotti dalla combustione dei rifiuti e scaricati tramite il camino (60 metri di altezza, due metri di diametro) sono trattati secondo un ciclo complesso costituito da:
  • camera di post combustione
  • raffreddamento con caldaia per recupero di calore
  • abbattimento delle polveri con elettrofiltro
  • lavaggio finale dei fiumi in una torre con rivestimento antiacido

    La qualità dei fiumi è controllata con analizzatore in continuo al camino e mediante analisi periodiche effettuate da laboratori convenzionati, oltre che dagli enti di controllo preposti. Le polveri provenienti dalla filtrazione elettrostatica dei fiumi vengono inviate al trattamento di inertizzazione , mentre le acque di lavaggio, estratte dalla torre, vengono depurate nell'impianto proprio dell'inceneritore.

    Le acque provenienti dal circuito di depurazione dei fumi, spegnimento scorie e lavaggi vari, sono trattate nell'impianto di depurazione del tipo chimico-fisico. Dopo la prima separazione dei fanghi nel decantatore, le acque passano sui letti di filtrazione con silice e successivamente filtrate su altri letti di resine. I fanghi provenienti dal trattamento vengono pressati per essere disidratati e quindi inviati in discarica dopo aver subito il trattamento di iertizzazione mentre, le acque depurate vengono immesse nella rete fognaria cittadina. L'energia termica (33 MWt.) prodotta dalla combustione dei rifiuti viene recuperata attraverso lo scambio in una caldaia che produce vapore alla temperatura di 400° C e pressione di 40 bar. Il vapore viene inviato ad un turbogruppo, formato da una turbina e da un alternatore, in grado di ricavare 6 MWe di energia elettrica. Parte del vapore viene spillato alla pressione di circa 5 bar per usi interni all'impianto e per essere ceduto alla stazione di teleriscaldamento.


    L'impianto funziona completamente in automatico, con gestione della sala di controllo centralizzata. Per l'esercizio dell'attività sono presenti sull'impianto tre persone per turno che garantiscono il funzionamento 24 ore su ventiquattro
     
     
     
     
    Il termovalorizzatore nel febbraio 2008 ha conseguito le certificazioni ISO 9001:2000 (sistema di gestione per la qualità) e ISO 14001:2004 (sistema di gestione ambientale).