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norme sanitarie

Art. 1.

Qualora la pressione nel punto di presa sulla conduttura stradale non fosse sufficiente a garantire una regolare distribuzione nell'impianto interno dell'Utente, è consentito allo stesso, previa autorizzazione scritta di ACSM spa, installare impianti speciali (quali ad esempio autoclavi) a valle del contatore. In ogni caso ACSM spa si riserva il diritto di revocare la predetta autorizzazione qualora l'impianto si dimostri incompatibile con le esigenze generali della distribuzione.

La manutenzione di tali impianti come, in generale, di tutti gli impianti interni di distribuzione è a carico dell'Utente.

Art. 2.

Non è consentito l'impiego di serbatoi per uso alimentare e/o igienico sanitario, con la sola eccezione degli impianti autoclave e preautoclave i quali dovranno essere tenuti costantemente sotto pressione.
Tutti gli impianti di sopraelevazione, ivi compresi quelli semiautomatici con o senza serbatoio a membrana e quelli a comando manuale, dovranno essere corredati di un serbatoio polmone installato fra il contatore di ACSM s.p.a. ' e le pompe. Tali serbatoi dovranno essere muniti di un presso stato di minima, tarato alla pressione di mt. 10 di colonna d'acqua e collegato alle pompe, le quali dovranno arrestarsi automaticamente in caso di caduta di pressione nella rete aziendale.
La capacità del serbatoio tra il contatore e la pompa non dovrà essere inferiore al 50% della capacità del serbatoio di autoclave di esercizio e ad 1/20 della portata caratteristica oraria del contatore per tutti gli impianti di sopraelevazione.
Le pompe di tutti gli impianti di soprelevazione dovranno avere una portata massima che in nessun caso dovrà essere superiore al 50% della portata caratteristica oraria del contatore dell'acquedotto comunale.
Pompe di portata superiore ai suddetti valori, o che possano uguagliare la portata di presa, potranno essere installate solamente su impianti antincendio a spegnimento automatico.
E' facoltà della Società disporre la sospensione in qualsiasi momento del funzionamento degli impianti suddetti per motivi di carattere tecnico e/o sanitario.

Art. 3.

Non sono ammessi collegamenti diretti della rete di distribuzione interna dell'acqua potabile con i condotti di fognatura e/o di tombinatura, né con altre condotte d'acqua o con qualsiasi altra apparecchiatura di trattamento dell'acqua stessa ad eccezione dei casi di cui al comma successivo.
Le apparecchiature di trattamento delle acque per la produzione di acqua calda ad uso igienico-sanitario ( quali ad esempio: scambiatore di calore con o senza addolcitore, ecc.) dovranno essere dotate di valvole di non ritorno.
Presso le utenze industriali e le utenze di tipo terziario che fanno uso di sostanze tossiche e/o pericolose (industrie chimiche, farmaceutiche, lavaggi autoveicoli, ospedali, ecc.) è fatto assoluto divieto di collegare l'impianto di distribuzione interna dell'acqua potabile dalla rete idrica aziendale se non approntantando idoneo serbatoio di disconnessione idraulica ovvero apposita valvola di disconnessione idraulica a pressione controllata che dovrà essere installata dopo il contatore.

La separazione di cui al comma precedente non ammette deroga né sono ammesse, in alternativa, valvole di non ritorno o saracinesche di qualsiasi tipo. Le utenze che abbiano fonti di alimentazione propria o utilizzino serbatoi a pelo libero, devono avere la propria rete idraulicamente separata da quella della Società.

Art. 4.

E' fatto tassativo divieto di allacciare cavi elettrici e/o di messa a terra o comunque cavi di qualsiasi tipo alla tubazione di derivazione ovvero al contatore e alle tubazioni della rete.
Tutte le prese idriche saranno munite di giunto dielettrico dopo il contatore.
L'acquedotto non può essere utilizzato come dispersore di terra. a quella della Società.

Art. 5.

L'Utente non può modificare lo schema di allacciamento alla rete di distribuzione senza autorizzazione scritta della Società.